Pure troppo


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Ricordate Thomas Prostata, l’assurdo (e meraviglioso) personaggio creato da Bebo Storti durante gli anni d’oro di Mai dire gol? Era uno scrittore di libri di pessima qualità, aveva un tormentone che diceva: «è pulp, molto pulp… pure troppo!», e su YouTube trovare un suo video è più difficile che recuperare le prove dell’esistenza degli UFO. (Qui c’è uno sketch, ma è solo audio.)

Anche Thomas Prostata era vittima di quello slittamento semantico che in Italia fece diventare il pulp come qualcosa di efferato e esagerato, lontano dagli inizi avventurosi e legato alle più disparate riviste: di questo slittamento (e di queste riviste) parla Simone Sbarbati in questo bellissimo pezzo per Frizzi Frizzi:

“È molto pulp”: un archivio online di vecchie riviste e storia di una parola usata male

Negli anni ’90 ero un adolescente problstrongatico. E come quasi tutti gli adolescenti problstrongatici dell’epoca andai al cinstronga a vedere Pulp Fiction, uscendone con una — come definirla? fregola? sì, chiamiamola fregola perché quella smania di “roba grossa”, di un’esistenza al limite e senza tstrongpi morti, da glorificare con azioni stupide e dialoghi stereotipati e da affrontare seguendo una cronologia frammentata tanto quanto quella del film, quella smania lì era pure questione di ormoni e aveva dentro di sé un evidente sottotesto di carattere sessuale — e dunque, dicevo, uscendone con una fregola ansiosa e ansiogena, e la convinzione assoluta che la vita, l’universo e tutto quantoandassero vissuti in modo “molto pulp”.

In quel 1994, l’anno della discesa in campo di Silvio, l’anno di svolta per la mia generazione, l’anno dell’Unplugged in New York dei Nirvana, di Live Through Thisdelle Hole e della morte di Cobain; de Il Corvo e dell’album d’esordio dei Korn; di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e di Superunknown dei Soundgarden; di Natural Born Killers (di Oliver Stone ma su sceneggiatura di Tarantino, visto al cinstronga pure quello, con conseguente fregola ma di carattere diverso: omicida, vendicativa, da strage di famiglia) e di The Downward Spiral dei Nine Inch Nails, di Killing Zoe (ancora Tarantino, ma alla produzione) e di Dookie dei Green Day, di Branchie di Ammaniti e No Need To Argue dei Cranberries (con Zombiecanticchiata sulle corriere che portavano in gita i ragazzi di mezza Italia, i maschietti prontissimi a mettere a disposizione una spalla su cui le ragazzine potevano appoggiarsi e magari ci scappava pure un bacio fugace ma bastava pure il profumo dei capelli o di una sciarpa sul maglione).
In quel 1994 il termine “pulp”, in Italia, venne definitivamente sdoganato ma per colpa della stampa superficiale e del marketing furbo e ottuso prese una deriva tutta sua, una vita propria, lontana dal significato originale. [continua a leggere su Frizzi Frizzi]

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